Venerdì santo 2022

Foto di Ilaria Krismer.


Giovedì santo 2022

Foto e video di Simona Spinelli


Dante In versi e musica

27 marzo 2022

Domenica 27 marzo 2022, alle ore 21.30, nella bellissima Chiesa di San Biagio a Caldana, il paese e l'Associazione di Mutuo Soccorso hanno voluto rendere omaggio al più grande poeta italiano di tutti i tempi: Dante Alighieri, in occasione della Giornata Nazionale a lui dedicata e che ricorre il 25 marzo di ogni anno.

Per questo speciale evento, sono stati coinvolti molti degli attori amatoriali che l'estate scorsa avevano realizzato il mediometraggio sulla Divina Commedia con l'aggiunta di due nuovi membri entrati a far parte del cast: Paolo Banfi, Franco Balloni, Selena Doncovio, Alessio Doncovio, Paolo Ricci, Franco Agresti, Patrizia Scapin e Francesca Balloni.

Questo nuovo viaggio ha previsto la lettura di passi celebri della Divina Commedia, valorizzati dall'accompagnamento di musiche medievali egregiamente e magistralmente eseguite da Svetlana Fomina e Aleksandar Karlic.

La regia è stata diretta da Fabiana Cati che nei saluti finali ha voluto ricordare che "in questo particolare momento storico fatto di incertezze, di assenza di colore, la poesia, la musica, l'arte tutta diventa una preghiera: un canto per l'uomo che cerca la luce e la salvezza".

E proprio a causa di questo delicato momento storico l'evento ha avuto la finalità di raccogliere offerte libere che verranno poi devolute in beneficenza per l'emergenza in Ucraina.

(Linda Cetrullo)

 

Foto di Fiore Doncovio.


Camminata ludico-motoria

🌷EVENTO A CALDANA🌷

Domenica 27 marzo 


🚶‍♀️RITROVO🚶‍♂️ 

Piazzale Chiesa di S. Biagio a Caldana


🚶‍♀️ISCRIZIONI🚶‍♂️

 ore 9.00 – 9.30

-Adulti con donazione da 10,00 euro ( maglietta celebrativa inclusa)

-Bambini sotto i 10 anni gratis


🚶‍♀️PARTENZA🚶‍♂️

-Ore 09.45 dal Piazzale Chiesa S. Biagio


🚶‍♀️PERCORSO🚶‍♂️

Con guida turistica che ci darà spiegazioni mostrandoci le meraviglie di 

--Caldana: che esiste da oltre 1000 anni, ed il suo impianto medioevale incornicia un capolavoro architettonico attribuito al celebre architetto Antonio da Sangallo il Vecchio: la cinquecentesca Chiesa di San Biagio, che spicca sugli edifici dell’antico paese donandogli un’atmosfera cittadina. Vari feudatari hanno governato questa terra strategica, ma gli Austini ne hanno saputo valorizzare la ricchezza.

--Le Antiche Cave: dove c’è il marmo preferito dall’Imperatore Tiberio. Dalle cave di Caldana fin dall’antichità è stato estratto un calcare massiccio con sfumature che vanno dal rosa al color vino, la cui bellezza l’ha reso un prestigioso materiale per decorare monumenti romanici come la Cattedrale di Grosseto o gotici come quella di Siena e la Chiesa di S.Maria della Spina di Pisa. Quattro colonne dell’Altare della Patria a Roma, la facciata della Cattedrale di Firenze e la Tribuna di Galileo mostrano quanto la pietra maremmana conferisca un’eleganza eterna ai luoghi simbolo del XIX e XX secolo.

Qui sono previsti un ristoro per tutti i partecipanti e una splendida sorpresa!


🚶‍♀️ABBIGLIAMENTO

-E’ consigliato un abbigliamento sportivo  con scarpe comode


🚶‍♀️SCOPO DELL’EVENTO🚶‍♂️

-Le vostre donazioni  saranno usate per l’acquisto di un nuovo ecografo di ultimissima generazione per il Reparto di Mammografia dell’Ospedale Misericordia di Grosseto. 

Il nostro Ospedale!

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Foto @joeguerrini

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Carnevale 2022

1 marzo 2022

Il primo marzo, a Caldana, si è festeggiato il Carnevale, sia alle scuole primarie che al parco, intorno al bellissimo abete bianco.


Festa di San Biagio 2022

La Messa di San Biagio, a Caldana.

Ha celebrato, insieme a Don Enzo Mantiloni, il Vicario Generale, Don Paolo Gentili.


Arriva la Befana!

6 gennaio 2022

La Befana, sfidando il maltempo, riuscirà ad arrivare a Caldana oggi, 7 gennaio 2022, alle 17:30.
In Piazza XXIV maggio accoglierà i bambini del paese, portando chicchi e leccornie.
Se il maltempo dovesse perdurare, la Befana arriverà direttamente nelle scuole.

La Befana in rosa.

Gennaio 2022

Associazione Insieme in rosa Onlus.


Canzoni sotto l'albero

22 dicembre 2021

A Caldana canzoni sotto l’albero.

 

Festanti canti natalizi nella Piazza XXIV maggio: così mercoledì 22 dicembre i bambini della scuola dell’Infanzia Sant’Anna e della scuola Primaria “R.Romoli” hanno augurato un sereno natale a parenti ed amici. L’evento si è svolto davanti all’albero di Natale che la stesse scuole di Caldana avevano provveduto a mettere a dimora il 21 novembre, in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi, e che in vista del Natale è stato adornato da addobbi realizzati dai bambini. L’evento, svoltosi all’esterno, ha rappresentato così una possibilità di incontro e di scambio di auguri nel rispetto delle norme anti contagio. A conclusione dei canti, è arrivato Babbo Natale a consegnare caramelle e dolciumi a bambini e presenti tutti.

(Sara Giommoni)


Alba su Caldana

12 settembre 2021

La retorica del borgo

di Rossano Pazzagli

Piccolo è bello, si dice. Ma piccolo è soprattutto fatica, lotta, resistenza e purtroppo anche rassegnazione, alla fine. Tutti adesso si riempiono la bocca con le presunte virtù dei piccoli borghi, visti come luoghi più sani al cospetto della pandemia, presi di mira dai vacanzieri del fine settimana, osannati da giornalisti di tendenza, archistar e intellettuali urbani, ricercati come fossero isole felici o angoli dove appartarsi. Nelle aree interne, in quell’Italia rurale progressivamente marginalizzata e ferita, privata del fondamentale diritto all’uguaglianza nelle opportunità e nei diritti, ci sono tante realtà che si ritrovano al centro di una contraddizione palese: elogiate da tutti e discriminate dalla politica, che continua imperturbata a produrre norme valide indistintamente per Milano e Colletorto, per Napoli e Carpineti, per le grandi città e i più piccoli centri delle montagne e delle colline spopolate. In una realtà plurale e fortemente differenziata come quella italiana, non c’è peggiore disuguaglianza che trattare tutti allo stesso modo. Leggi uguali, fiscalità identica, misure scolastiche o sanitarie omogenee non si addicono al governo di un Paese come il nostro: nel migliore dei casi cristallizzano le disuguaglianze territoriali e sociali; spesso le rendono più acute e profonde. Eppure, nella Costituzione c’è il principio della differenziazione (art. 118); perché non viene applicato correntemente? La stessa Costituzione che ha tra i principi fondamentali proprio quello dell’uguaglianza, dove stabilisce che tutti i cittadini sono eguali (non che sono più o meno eguali a seconda di dove vivono, se nella città o nel paese o nella campagna) e che la Repubblica ha il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza (art. 3). Io al termine ‘borgo’ preferisco sempre quello di ‘paese’. I paesi tuoi di Cesare Pavese o, per inquadrare il Molise, quelli contadini di Francesco Jovine e prima di lui i paesi elementari di Lina Pietravalle. Nella letteratura come nella vita era la rete dei paesi a definire l’identità di una regione, la pluralità del paesaggio italiano: paesi fitti, paesi radi, assolati o grigi, svettanti sulla cima dei colli o aggrappati alle pendici dei monti. Anche nel linguaggio comune, dal Nord al Sud di questa Italia incompresa e scarsamente rappresentata, quando si vuole indicare il luogo dove si nasce, dove si torna o dove si resta, si dice “paese”, non “borgo”: vado in paese, torno al paese, ecc. Il borgo riguarda soprattutto la dimensione urbanistica, definisce più il contenitore che il contenuto, mentre il termine ‘paese’ rimanda alla comunità, all’insieme di relazioni e funzioni che includono le persone, le loro attività, i loro sentimenti di appartenenza e di vicinato. La vicinanza è un valore essenziale, base della coesione sociale, spazio di gestione dei conflitti, riconoscimento comune e reciproco che influenza la sfera della dignità e della responsabilità. Nel paese i comportamenti individuali diventano così pratica collettiva, l’iniziativa privata si incastra sempre con la dimensione comunitaria. In qualche caso la vicinanza assume anche un ruolo istituzionale, configurandosi come la società di paese: a Buggiano, in Toscana, fin dal medioevo il Comune era formato da “quattro vicinanze insieme confederate”, come recitavano gli statuti, e i paesi erano la base della rappresentanza politica. Ogni vicinanza era un paese e viceversa. Il paese è un tutto nel tutto, mentre il borgo è solo una parte, una visione parziale e riduttiva della comunità. Anche storicamente, il borgo indicava soltanto una parte del villaggio fortificato, oppure un aggregato di case sviluppatosi nel suburbio, cioè subito fuori delle antiche mura. Rimettere al centro i paesi, rifuggendo la retorica del piccoloborghismo, sarebbe la grande opera di cui ha bisogno l’Italia, un contributo alla sperimentazione di un nuovo modo di vivere, di produrre e di consumare. C’è già, nelle pratiche nascoste dell’Italia rurale, un pur timido fenomeno di ritorno - la tornanza che si unisce alla restanza, come dice Vito Teti – rappresentato da alcune esperienze di rinascita territoriale e da una moltitudine di casi di agricoltori, allevatori, smart workers, enogastronomi… che spontaneamente hanno preso la strada dell’interno, della campagna e dei paesi. La tendenza al ritorno deriva anche dalla crisi del modello urbano, da spinte centrifughe generate dalle difficoltà e dai rischi della vita in città. Ma lo spopolamento e i problemi delle aree interne non possono essere risolti applicandovi lo stesso modello che le ha marginalizzate. È necessario innanzitutto il rispetto delle vocazioni dei luoghi, dei valori delle comunità locali, del rapporto con la natura, come è indispensabile praticare stili di vita e forme di economia che non replichino i cliché della vita urbana e del mercato. Filiere corte, autoconsumo, autoproduzione, gestione collettiva dei beni comuni, solidarietà al posto della competizione, microimprese cooperative, diventano ingredienti basilari che devono essere accompagnati da politiche differenziate, specialmente nella fiscalità e nell’organizzazione dei servizi: scuola, sanità e trasporti in primis. È la via per sfuggire ai rischi della colonizzazione culturale, dello snaturamento e dello spaesamento. Il paese è comunità, non è solo un borgo o un buen retiro; è luogo di attività e di incontro, di relazioni e di integrazione culturale; deve essere visto come un piccolo mondo aperto al mondo. (da “La Fonte”, settembre 2021)


"Paese mio"

di Damian Frackowiak


Presentazione "Un paese di paesi"

6 agosto 2021


Estate gavorranese


Caldana: il borgo delle cave

Domenica 30 maggio 2021

Il BORGO DELLE CAVE: CALDANA E LA CHIESA DI SAN BIAGIO

Qua c’è il marmo preferito dall’Imperatore Tiberio. Dalle cave di Caldana fin dall’antichità è stato estratto un calcare massiccio con sfumature che vanno dal rosa al color vino, la cui bellezza l’ha reso un prestigioso materiale per decorare monumenti romanici come la Cattedrale di Grosseto o gotici come quella di Siena e la Chiesa di S.Maria della Spina di Pisa. Quattro colonne dell’Altare della Patria a Roma, la facciata della Cattedrale di Firenze e la Tribuna di Galileo mostrano quanto la pietra maremmana conferisca un’eleganza eterna ai luoghi simbolo del XIX e XX secolo. Caldana esiste da oltre 1000 anni, ed il suo impianto medioevale incornicia un capolavoro architettonico attribuito al celebre architetto Antonio da Sangallo il Vecchio: la cinquecentesca Chiesa di San Biagio, che spicca sugli edifici dell’antico paese donandogli un’atmosfera cittadina. Vari feudatari hanno governato questa terra strategica, ma gli Austini ne hanno saputo valorizzare la ricchezza. A pochi chilometri sorge Ravi, la cui urbanistica dalla forma circolare ricalca lo sviluppo dell’antico castello.

 

Domenica 30 maggio ore 16.00

Guida Fabiola Favilli

Prezzo 10 euro.

Prenotazione obbligatoria al numero 3385623163.


L'Associazione Mutuo Soccorso di Caldana dona alla scuola Primaria scacchi giganti.

 Re, Regine, Alfieri, Cavalli, Torri e pedoni.

“Finalmente la scacchiera ha ora le sue pedine e prenderà vita!” Dicono i bambini!

 

L'Associazione Mutuo Soccorso ha gentilmente donato alla Scuola Primaria bellissimi scacchi giganti da utilizzare sulla scacchiera dipinta nel cortile, nel mese di Agosto, dai membri dell'Associazione. Gli alunni hanno detto che finalmente il gioco prenderà vita e che hanno una voglia immensa di impararlo. La notizia ha entusiasmato tutti, genitori, insegnanti che sono davvero compiaciuti nel vedere i bambini così felici e pieni di stupore. Il giardino della scuola è una bellissima aula didattica e, sopratutto in questo periodo dominato dal Covid, avere spazi aperti è una grandissima fortuna. All'Associazione i bambini hanno scritto lettere e articoli, manifestando con straordinaria spontaneità tutta la loro gratitudine e gioia.

Il gioco degli scacchi apre la mente, educa a pensare, a sentire, a trovare soluzioni, sviluppa le capacità logiche, migliora la memoria, la concentrazione e insegna pazienza. Indiscutibilmente può essere definita un'arte sottile e nobile, dove la scacchiera rappresenta la vita su cui si muovono i vari protagonisti, ciascuno con i propri vizi e virtù.

Gli scacchi hanno circa 1.500 anni. La prima versione del gioco sarebbe nata in India, come simulazione pacifica di uno scontro tra due eserciti. Non si conosce chi lo abbia inventato, ma si narra che un uomo di nome Sissa Nassir lo presentò ad un principe indiano e questi per ricompensarlo per aver egli, in qualche modo tentato di alleviare il dolore per la perdita di suo figlio in battaglia, domandò all'uomo come potesse sdebitarsi. Così Nassir chiese un chicco di grano per la prima casella della scacchiera, due chicchi per la seconda, quattro per la terza e così via raddoppiando fino alla sessantaquattresima. All'inizio il principe si stupì della pochezza della richiesta ma, fatti i conti, si accorse che non sarebbero bastati i granai di tutto il mondo per soddisfarla.

Anche Dante nella Divina Commedia allude alla leggenda...“più che 'l doppiar de li scacchi s'immilla “Paradiso, canto XXVIII, (versi 91-93) per dire quanto infinito fosse il numero degli angeli, dimostrando così di conoscerla.

E per noi che scriviamo, infinite sono le opportunità di imparare giocando.

 

Fabiana Cati (Mutuo Soccorso sez. Cultura)


Alla piccola Selene

Le cittadine e i cittadini di Caldana e l'Associazione Mutuo Soccorso Soccorso Cultura si stringono ai genitori in questo momento doloroso per loro e per tutta la nostra comunità.
Alla piccola Selene
Adesso sei la Luce
che sorveglia il buio,
che guadagna spazi
tra i taciti e incomprensibili
disegni del Cielo.
Sei la Luce
che colora il cuore,
che illumina i fiori
ora spenti di questo giardino.
Quella Luce
che prima o poi
lenirà il dolore,
che vincerà la morte
e
che farà intravedere
ad ogni bellissima aurora,
quelle splendide
tue ali di Angelo.
(Fabiana Cati per Associazione Mutuo Soccorso Cultura)

Caldana su “Le antiche dogane”.


Nuovo indirizzo e-mail e canale YouTube

Da oggi, abbiamo un nuovo indirizzo e-mail a cui contattarci: caldanainmaremma@gmail.com

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