Associazione "Società di Mutuo Soccorso"

Le Società Operaie di Mutuo Soccorso si affermarono, in Italia, intorno alla metà dell'800, per cercare di supplire alle mancanze e carenze del welfare state (o stato sociale): nella maggior parte dei casi, cioè, costituendo e creando delle casse e dei fondi di solidarietà contro gli incidenti sul lavoro, malattie o la perdita del posto di lavoro.

Le SOMS furono regolamentate dalla legge 3818, del 15 aprile 1886, ma già all'epoca della Prima Internazionale (1864) erano sorte le prime Società, che toccarono il picco nel 1894, con il numero di 6722, con il culmine di associati nel 1904 (926.000 soci).

La maggior parte delle SOMS fu abolita durante il periodo fascista, oppure integrata in altre associazioni fasciste. Le Società tornarono a incrementarsi, però, intorno alla fine degli anni Cinquanta, pur con profili e obiettivi diversi dall'inizio, considerata anche la mutata situazione socio-politica e lavorativa.

Agosto 1981 - Denise, Marisa, Barbara - Fabio, Alberto - Patrizia, Walter, Fabiola
Agosto 1981 - Denise, Marisa, Barbara - Fabio, Alberto - Patrizia, Walter, Fabiola

Le prime feste di paese furono organizzate dal Comitato di Caldana e Grilli della Croce Rossa per finanziare l'Associazione.

Non c'è modo migliore di spiegare come tutto cominciò che lasciare voce alla moglie del medico condotto del tempo, la signora Marcella Natucci Marraccini, la quale ha raccontato nel suo libro "Vecchia Maremma" l'inizio di quella splendida avventura:

 

DIFFICOLTA' E SUCCESSI DELLA DELEGAZIONE C.R.I. DI CALDANA-GRILLI sullo sfondo di una vita paesana semplice ma partecipe e consapevole.

 

Dopo la morte di mio marito, ho raccolto alcuni suoi scritti dove, nel suo amore per un'umanità schietta e arguta che, anche al tempo, era reperibile solo nei paesi di campagna, aveva fissato certi suoi incontri, certe sue esperienze come medico condotto (allora si chiamavano così) e come vicepresidente prima e poi come presidente della delegazione C.R.I. di Caldana-Grilli; forse li aveva scritti nel desiderio di poterli rileggere con simpatia in un futuro, in una vecchiaia che invece gli è stata negata.

Riferendomi a quelle testimonianze e a certi ricordi personali cercherò di tracciare una breve storia della C.R.I. di Caldana.

Ricordo che sin dai primi anni del 1970 era già nell'aria la necessità di fornire d'autoambulanza il paese di Caldana, assai grande e densamente popolato.

Accadde nel 1972 che un assistito del dottor Marraccini, mio marito allora medico condotto di quel paese, fosse colto da improvvisa e grave emorragia interna e il dottore fu costretto a lasciare precipitosamente l'ambulatorio per accompagnarlo con la propria macchina il più velocemente possibile all'Ospedale di Grosseto. Quasi il destino avesse decretato la necessità dell'Istituzione di una Delegazione della C.R.I. in Caldana, il giorno dopo un fatto analogo colpì una donna rendendo inderogabile la stessa precipitosa corsa all'Ospedale con la macchina del dottore. Questa fu la spinta e si venne così alla decisione di costituire una Delegazione della C.R.I. a Caldana comprendente anche la frazione del Grilli e questo fu ratificato in un'assemblea dei paesani nel gennaio del 1972. Si stabilirono le varie cariche, le regole da seguire, gli onorari che avrebbero dovuto pagare per certi trasporti i soci, diversi da quelli dei non soci.

In quella simbiosi in cui vivono popolazione e istituzioni nei piccoli centri, tutti sapevano che le spese da affrontare erano tante: per prima cosa si imponeva naturalmente l'acquisto di un'autoambulanza.

La si comprò, usata e a rate, a Ribolla, poi bisognò affittare un garage, comprare della biancheria etc. Le spese aumentavano in un crescendo pauroso per un paese dalle scarse risorse economiche ma tutti erano decisi ad andare avanti.

Il primo Presidente fu l'integerrimo don Arturo Parri, il Parroco del paese, che, con l'onestà quasi maniacale che gli conoscevamo, volle precisare che, oltre alle 1.166 lire trasferite in un libretto presso la locale Agenzia della Banca Toscana, aveva ricevuto in consegna ben 20 fogli di carta bianca...

Occorreva veramente tanta buona volontà per consolidare e far progredire l'operato della Delegazione.

Grazie all'impegno di tutti i soci, alla loro avvedutezza, alla abnegazione degli autisti e dei barellieri (servizio assolutamente gratuito solo rimborso per i pasti consumati fuori sede), grazie alla generosa partecipazione di tutta la popolazione la Delegazione poté svolgere negli anni i suoi compiti e impinguare le casse, sempre ad uso del servizio da svolgere, tanto che nel gennaio dell'82 poteva disporre di un fondo riserva di 15.000.000 di lire intoccabili se non per scopi inerenti all'attività peculiare della C.R.I. e di lire 4.700.000 per l'organizzazione di festeggiamenti.

L'idea di ricorrere a dei festeggiamenti per portare introiti alla C.R.I. fu accolto molto favorevolmente da tutti in Caldana e al Grilli; l'idea di unire l'utile al dilettevole suscitava grande entusiasmo, era però sempre costante il monito della Delegazione di non perdere di vista lo scopo etico dei festeggiamenti anche se questi avrebbero indubbiamente rinforzato i legami nella comunità e interrotto il tran-tran della vita quotidiana con il compiacimento di tutti.

Non erano bastati infatti i proventi dei tesseramenti che non si potevano aumentare perché i soci erano quasi tutti modesti pensionati né quelli dei viaggi che non avevano certo dei fini speculativi. Allora si era pensato di organizzare dei festeggiamenti in agosto con tombole, fiere, gare in bicicletta, feste da ballo all'aperto. I mezzi finanziari per organizzare tutto questo scarseggiavano, inoltre Enel, Siae, Intendenza di Finanza, nella loro ineludibile legalità, riscuotevano tributi per elargire permessi.

Niente era facile ma i soci e la popolazione tutta, consapevole dell'importanza di avere un servizio efficiente di C.R.I., si dettero da fare; si improvvisarono instancabili ciclisti, ballerini provetti, venditori persuasivi di biglietti. Ci fu sempre l'attenzione da parte del Consiglio e dei soci della Delegazione di non fomentare discordie e si raccomandò, per i modesti premi delle lotterie, di acquistare merci in uguale misura in tutti gli spacci del paese. Si raccomandò di fare bella figura con poco ma, temendo che qualcuno esagerasse in prudente tirchieria, si suggeriva di mettere in palio anche sacchetti di caramelle o noccioline ma di astenersi dagli stecchini da denti, così come si raccomandava che, nei giri casa per casa per raccogliere doni da mettere in palio, fosse mandato qualcuno di buon gusto che non accettasse roba proprio da buttare via. Si chiamarono dei suonatori che non esigessero lauti compensi: i "Cardellini di Casteldelpiano" o la "Banda dei Bersaglieri a riposo".

C'era inoltre un desiderio lodevole di trasparenza, infatti i bilanci venivano affissi in sede e poi stampati su fogli distribuiti nei bar all'attenzione di tutta la popolazione. Ogni tanto, a dare un'interruzione a questo felice progresso economico, capitava una spesa imprevista. Nel 1974 era sempre più evidente che la vecchia autoambulanza non rispondeva più alle esigenze del servizio e bisognava comprarne una nuova. Si sa che, con la solita avvedutezza, si presero in considerazione diverse possibilità chiedendo preventivi a varie case automobilistiche. Ignorando l'ingenua e ottimistica proposta di qualcuno che, nel tentativo di ottenerla gratis o quasi, pensava di scrivere ad Agnelli, si decise per la Wolkswagen, robusta e adatta alle strade rurali. Qualcuno osservò che era un po' lenta, subito rimbeccato da un altro:

"Ma non si deve mica andare in ospedale in Ferrari!"

Si comprò dunque a rate l'autoambulanza della Wolkswagen.

Consapevoli dell'importanza dell'avvenimento, si stabilì di andare incontro alla nuova autoambulanza con le macchine dei soci, di fare poi una sfilata per tutta la lunghezza del paese, poi girare e rifare il percorso ed infine andare davanti alla Chiesa per la benedizione. Per l'occasione si ottenne anche una bandiera. Era la primavera del '74. C'era indubbiamente in tutto questo un'aria di festa paesana ma anche il desiderio di mostrare a tutta la popolazione, che sempre aveva contribuito alla continuità e al progresso della Delegazione, che i soldi erano stati spesi bene.

Non vi sembra, in piccolo, un esempio di buon governo?

Oggi, mi dicono, perché io da anni sono venuta via per esigenze familiari, che la Delegazione C.R.I. Caldana-Grilli fa parte del Comitato di Ravi.

Il Comitato di Ravi, risalente al 1907 poiché la presenza delle miniere imponeva il servizio di un'autoambulanza in loco, è stato considerato Comitato Storico e come tale può sussistere con il Comitato di Gavorrano in uno stesso Comune.

Auguro al Presidente attuale, chiunque sia, un felice proseguimento e di continuare l'opera egregiamente svolta dai suoi predecessori, don Arturo, il dottor Marraccini, sempre sostenuti dai preziosi consigli del tesoriere prof. Walter Fabiano.

A tutti gli abitanti di Caldana affettuosi auguri.

Riconoscimento della Regione Toscana della personalità giuridica dell'Associazione

Agosto 2013

La Società di Mutuo Soccorso di Caldana, informa che con provvedimento della Regione Toscana (Decreto Dirigenziale n°3099 del 1.08.2013) all'Associazione è stata riconosciuta la personalità giuridica con la conseguente iscrizione all'albo regionale, ai sensi di quanto previsto dal Libro Primo – Titolo II del Codice Civile e del D.P.R n°361/2000. Tale riconoscimento giunge al termine di un complesso procedimento amministrativo iniziato il 23 Marzo 2013 con l'adozione, in forma pubblica (davanti il notaio Antonio Abbate di Grosseto), di un atto ricognitivo dell'attività svolta dall'Associazione a partire dal 1989, dell'approvazione del nuovo Statuto e della conferma degli organi amministrativi (Presidente, Consiglio Direttivo, Collegio Revisori); alla suddetta adozione è seguita la domanda inoltrata al Settore Attività Legislativa della Regione, corredata della documentazione attestante l'attività dell'Associazione (relazione sullo stato patrimoniale e finanziario, relazione sull'attività svolta), che dopo le verifiche del competente ufficio si è conclusa positivamente con l'emanazione del provvedimento sopra citato. E' bene ricordare e precisare che, dal 1989 ad oggi la la Società di Mutuo Soccorso è stata una semplice associazione privata non riconosciuta caratterizzata dall'autonomia patrimoniale imperfetta per cui, in caso di contrazione di debiti, l'associazione era chiamata a risponderne con il proprio patrimonio ed eventualmente con quello del rappresentante legale e dei soci. Con il riconoscimento della personalità giuridica, viene invece sancita l'autonomia patrimoniale perfetta che consiste nel tener separato il patrimonio personale dei componenti da quello dell'associazione e che delle obbligazioni risponde sempre e soltanto il patrimonio dell'associazione e non quello degli associati. Tale importante risultato raggiunto, consentirà quindi a tutti i soci di impegnarsi nell'Associazione senza rischiare il proprio patrimonio; inoltre la Società di Mutuo Soccorso potrà godere dei benefici di carattere fiscale previsti dalla legge per le associazioni a cui è stata riconosciuta la personalità giuridica.

 

CALDANA 28.08.2013

 

IL PRESIDENTE

Paolo Bindi

 

Riconoscimento Regione Toscana.
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Iscrizione al Registro regionale delle Associazioni di promozione sociale

Dopo il riconoscimento giuridico dell'Associazione "Società di Mutuo Soccorso" avvenuto in data 09/08/2013, ancora un'altro importante riconoscimento per l'Associazione: si tratta dell'iscrizione al Registro regionale delle Associazioni di promozione sociale - sezione provinciale. Sotto scaricabile la lettera che sancisce l'avvenuta registrazione.

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Comunicato stampa

Essere Chiesa Oggi

Foglietto settimanale formativo e informativo della parrocchia di S. Biagio

22 maggio 2017

Essere Chiesa Oggi n. 38 22 maggio 2017
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Messaggio Pasqua 2017

Messaggio Pasqua 2017
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